Il D.Lgs. n. 8/2016 “Disposizioni in materia di depenalizzazione” ha inciso, tra gli altri, anche su alcune norme di cui al d.lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio. In particolare, se da un lato si può accogliere con soddisfazione la depenalizzazione di alcune fattispecie di reato precedentemente contemplate ovvero le violazioni di cui all’art. 55 comma 1 (obblighi di identificazione) e art. 55 comma 4 (omessa, tardiva o incompleta registrazione), dall’altro appare ingiustificato l’aumento
sproporzionato degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie per le suddette violazioni che passano da un minimo di 5.000 euro (prima 2.600 euro) ad un massimo di 30.000 euro (prima 13.000).
Registriamo, purtroppo, a tal riguardo, gli inutili tentativi posti in essere dal CNDCEC oltre al mancato coordinamento del tavolo tecnico costituito fin dal 2014 presso il MEF.
Tale provvedimento è inaccettabile per i destinatari degli obblighi, laddove l’entità della potenziale sanzione pecuniaria è indiscutibilmente eccessiva per professionisti, soprattutto giovani, che commettano infrazioni puramente formali, come un ritardo nella registrazione.
Auspichiamo, quindi, una reale ed adeguata rivisitazione del sistema sanzionatorio (e non solo!) di questa normativa che in maniera invasiva ha interessato i nostri studi professionalisenza apportare alcun beneficio reale ai fini del contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo.
Il Consiglio Direttivo UGDCEC di Salerno